giovedì 9 giugno 2016

Raccolta firme referendum costituzionale

Vi comunichiamo che presso il Comune sono stati depositati i moduli di raccolta firme, preparati dal "Comitato per il NO", per il referendum costituzionale che si svolgerà presumibilmente a Ottobre. 
Cominciamo da subito a far sentire la nostra voglia di difendere la Nostra splendida Costituzione, andate in Comune e mettete la Vostra firma. A ogni persona che firmerà la lotta contro lo scempio alla Costituzione acquisirà più forza, un gesto simbolico ma di grande valore!!!
Qui sotto vi proponiamo 2 volantini informativi.


mercoledì 8 giugno 2016

Video del Consiglio comunale del 31 Maggio 2016

Come ormai da abitudine, abbiamo pubblicato sul nostro canale youtube "Limido5stelle" il video dell'ultimo Consiglio Comunale di Limido Comasco. Lo potete vedere anche con definizione FullHD.
Video del Consiglio comunale

domenica 29 maggio 2016

I progetti dei nuovi parchi cittadini presentati alla festa del 25 Aprile

Visto che ci sono stati richiesti, pubblichiamo i progetti dei 2 parchi cittadini che dovrebbero essere realizzati nei prossimi anni a Limido Comasco. Il primo, di cui si occuperà direttamente il Comune, dovrebbe sorgere nella zona attigua all'area occupata dalla scuola dell'infanzia.

           


Il secondo dovrebbe essere realizzato sull'area , sita a Cascina Restelli, attualmente occupata dal campetto di calcio a fianco dell'Oratorio.
Questa opera dovrebbe essere realizzata da Pedemontana come opera compensativa per lo sfruttamento del territorio di Limido Comasco per la costruzione di questa autostrada. E qui qualche dubbio ci sorge, perchè Pedemontana (che vi ricordiamo essere di proprietà principalmente di "Milano Serravalle" e cioè di "Regione Lombardia")è in ritardo di anni nella costruzione delle opere compensative che alla data attuale avrebbero già dovute essere costruite. Oltretutto ha già rimandato in svariate occasioni la data di inizio lavori.

giovedì 28 aprile 2016

Il governo continua a non tutelare il "made in Italy"

Mercoledì 27 Aprile in Parlamento è stato bocciato un emendamento, durante la discussione del DEF (Documento di Economia e Finanza) del 2016, che tutelava il made in Italy.
Nella parte relativa agli impegni da prendere si trattava di inserire la seguente dicitura: 

"a rendere obbligatoria l'indicazione in etichetta dell'origine della materia prima contenuta nei prodotti agroalìmentari, soprattutto a tutela delle produzioni del comparto lattiero-casearìo, al fine di garantire la massima trasparenza, la corretta e completa informazione, la salute dei consumatori e la tutela degli operatori della filiera"


Insomma quando vi parleranno di difesa del prodotto italiano ricordatevi di questa votazione. Chi può aver paura di dover mostrare la provenienza delle materie prime con cui sono fatti i "nostri" prodotti agroalimentari???
Senz'altro non i nostri piccoli produttori!!!

lunedì 25 aprile 2016

Ferrovie Nord Milano......costosi questi treni!!!

L'ultima gara d'appalto per l'acquisto dei TSR (i treni a 2 piani di Ferrovie Nord) è del 2003, governatore della Lombardia era Formigoni. Poi basta, la Regioni ha deciso solo affidamenti diretti, senza gara, pratica legittima solo in caso di urgenza e assoluta necessità.
Ordini di acquisto che hanno garantito, in cinque anni, mezzo miliardo alla stessa impresa aggiudicataria. E i costi che sono triplicati rispetto all’appalto originale (166 milioni).
Con la nuova giunta Maroni in Regione Lombardia la musica non cambia: infatti, per l’acquisto dei Tsr tra il 2013 e il 2014, viene nuovamente rinnovato l’appalto del 2003 senza gara spendendo altri 80 milioni di euro fuori dalle regole e arrivando a pagare i convogli oltre il 50% in più rispetto al costo originario.
Facendo un confronto con ATM (l'azienda di trasporto pubblico milanese) si nota come ATM abbia bandito 2 gare tra il 2005 e il 2012 riuscendo ad ottenere un abbattimento del 16% dei costi, contro un aumento del 50% di Ferrovie Nord.
Queste anomalie sono state scoperte dai consiglieri regionale del Movimento 5 Stelle che hanno presentato un esposto all'Agenzia Anticorruzione, alla Corte dei Conti e al Garante della concorrenza e del Mercato.
C'è insomma da capire se è stato giusto spendere 600.000.000€ di finanziamenti pubblici negli ultimi 10 anni; vi ricordiamo il fatto che Ferrovie Nord è detenuta per il 57,57% da Regione Lombardia e quindi da tutti noi. In fondo questi soldi sono stati presi dalle nostre tasche.

venerdì 15 aprile 2016

Anche "Il Sole 24 ore" invita a votare SI al referendum e spiega perchè!!!

In un articolo apparso oggi su "Il Sole 24 ore" viene spiegato perchè anche per motivi economici bisogna votare SI al referendum di Domenica. 
Ve lo riportiamo:
Sfruttamento delle risorse sul territorio italiano implica che le aziende paghino un “affitto” allo Stato. Il termine in gergo è royalty, ovvero un prelievo diretto alla “fonte” (il contatore sta allacciato al “tubo” del gas o petrolio che vien fuori dalle piattaforme). In soldoni, se arriva una compagnia che estrae gas o petrolio in Italia, approvato il progetto, per ogni 100 euro di gas estratto (o petrolio) la società estrattiva andrà a pagare il 10% (o il 7% se petrolio) allo Stato (i numeri si riferiscono alle attività offshore). Fin qui nulla di complesso. Essendo gli impianti di estrazione costosi nella loro creazione, attivazione e messa in opera, ogni Stato prevede una sorta di sconto (chiamata franchigia). Per esempio se tu petroliere estrai 50.000 barili di petrolio, avendo sostenuto dei costi per la creazione del pozzo, ti farò una sorta di sconto. Poniamo fino a 50.000 barili all’anno, per l’installazione, non te li faccio pagare. Perché devi rientrare del tuo costo. Dal 50.001 esimo barile mi pagherai il 7% o 10% del valore di mercato del prodotto.
Fin qui lo stato dell’arte. Ora cominciamo a far i conti.
L’Italia, si sa, non ha una grande abbondanza di idrocarburi. Certo come riporta sul suo blog il capo della comunicazione di Eni, Marco Bardazzi, nel panorama italiano le riserve hanno una loro rispettabilità, anche se sullo scenario mondiale non siamo certo ricchi. Ora facciamo un paragone molto elementare. Se io sono un padre di famiglia (esempio associabile a un primo ministro) e ho un singolo appartamento, logica vuole che lo affitti al prezzo più alto possibile (compatibilmente con i prezzi di mercato), valorizzandolo al massimo. Con i soldi guadagnati ci pagherò, per esempio, le spese di famiglia dando qualcosa ai figli (che studiano, che son disoccupati, scegliete voi).
Un padre di famiglia che invece si chiama Al Maktoum (e magari non abita in Italia ma, poniamo, nella penisola araba) se ha 2000 appartamenti può concedersi il lusso di affittarli a prezzi più modesti: giocando sulla quantità li affitterà prima. Sarebbe, a mio modesto avviso, follia, se il padre di famiglia con il singolo appartamento lo affittasse a prezzi bassi. Sarebbe controproducente e porterebbe meno soldi in famiglia. Curioso notare come, dati alla mano di una analisi di Ernst & Young, l’Italia sia tra le nazioni con le royalty più basse nel mondo. Cioè, già non abbiamo molte risorse energetiche (in proporzione al mondo) e in più le svendiamo? Sono un poco perplesso da questa strategia che dovrebbe “incentivare le estrazioni di risorse scarse”.
Ora, affrontiamo il tema franchigia. È un dato di fatto che molte piattaforme estrattive restino sotto le quote di franchigia. Non ci vuole un genio con Mba ad Harvard per capire che se tu compagnia energetica resti sotto franchigia non pagherai le royalty (pur basse) allo Stato.
Votando Sì al referendum gli italiani otterrebbero limiti temporali per le concessioni definiti (in pochi anni). Quindi, banalmente, le compagnie energetiche dovrebbero (si suppone) estrarre più prodotto possibile entro i termini previsti. Sfondando le quote di franchigia e quindi pagando più royalty. Il tutto a vantaggio della comunità locale e nazionale.
L’altra questione è politica. Ho come la percezione che l’attuale governo abbia tentato il colpo gobbo. Con la legge di stabilità si è deciso che era lo Stato a imporre dove come quando (e perché) aprire nuovi siti estrattivi distribuendo licenze. Le royalty in sé invece verranno convogliate, salvo pochi spiccioli, nelle casse centrali, lasciando poco o nulla alle regioni. Non è un caso che questo referendum sia stato promosso dalle Regioni stesse. I governatori regionali (per lo più di area PD) si sono ribellati al loro stesso partito? No, semplicemente si parla di soldi.
Se io governatore regionale devo farmi rieleggere e mi presento al mio elettore con un piano industriale estrattivo “imposto”, da cui però non porto a casa soldi (non molti almeno) per compensare il “chiamiamolo” fastidio di avere siti complessi sul mio territorio, cosa ne guadagno? Gli elettori, oltre che darmi dell’incapace, non mi voteranno. Una soluzione differente e forse efficace sarebbe stata se si fosse optato per una minor tassazione (che comunque incide) e un più alto tasso di royalty che potevano essere retrocesse alle regioni (auspicando che tali soldi fossero usati a beneficio della collettività locale, si intende). Ma cosi non accade.
Quindi l’attuale referendum (detto per inciso: è cosa alquanto inusitata che un premier suggerisca di non esercitare il democratico diritto al voto, il presidente della Corte costituzionale ha invitato a farlo, invece) avrà due esiti: vince il Sì (sempre che si raggiunga il quorum) e ci saranno più soldi per lo Stato (magari se si alzassero le royalty non sarebbe male). In compenso si arrabbieranno le compagnie energetiche. Se non si raggiunge il quorum o vince il No il premier si inimicherà comunque una parte del suo elettorato di sinistra (avverso al “padrone capitalista” facilmente identificabile nelle multinazionali energetiche).
Io ho già in mente come voterò ma mi pongo la domanda: far le cose fatte meglio la prossima volta sarebbe possibile?
L'articolo è di Enrico Verga

lunedì 11 aprile 2016

Un altro video sul referendum di Domenica 17 Aprile!!!

Guardate questo video e ricordatevi che Domenica 17 Aprile si potrà votare dalle 7:00 alle 23:00.
Il Presidente del Consiglio invita a non andare a votare ma l'art. 48 della Costituzione dice che: "Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico...
...Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge."
Ancora una volta il Presidente Renzi va contro la Costituzione, cosa ingiustificabile per una carica dello Stato come la sua.

Pubblicato da MoVimento 5 Stelle Saronno su Lunedì 11 aprile 2016