giovedì 21 gennaio 2021

L'inutilità del ricorso al TAR della giunta leghista in Regione Lombardia

 RICORSO AL TAR INUTILE: INIZIAMO A RIAPRIRE I TERRITORI DOVE L'INDICE RT E' BASSO

Il Tar del Lazio si pronuncerà all'inizio della prossima settimana sul ricorso presentato da Regione Lombardia contro la Zona Rossa.
La nostra speranza, condivisa da tutti i lombardi che vogliono tornare alla normalità, è che si possa uscire al più presto dalla Zona Rossa.
Se solo Regione Lombardia ci avesse ascoltato, avremmo potuto iniziare a riaprire le scuole superiori, i centri di formazione professionali e le imprese nei territori dove l'indice RT è più basso.
Una possibilità concreta consentita dall'ultimo DPCM ma scartata dalla Giunta lombarda che ha bocciato la mia mozione martedì in aula soltanto per ostruzionismo politico e per scaricare tutte le responsabilità delle chiusure sul Governo centrale.
Intanto i giorni trascorrono e Regione Lombardia resta ferma al palo per una battaglia politica stucchevole e strumentale che ora coinvolge anche il Tribunale Amministrativo.
Da mesi ripetiamo che dove l'indice di contagio è tale da consentire di uscire dalla Zona Rossa la Giunta deve attivarsi con il Ministro per sbloccarla.
Piuttosto che ripartire da qui, il Presidente Fontana preferisce condurre una guerra ideologica al solo scopo di dimostrare che le misure imposte dal Governo sono eccessive.
Eppure basterebbe poco...
https://fb.watch/39NuvWWFOX/


L'inutilità del ricorso al TAR della giunta leghista in Regione Lombardia

giovedì 7 gennaio 2021

Sanità lombarda affidata a Letizia Moratti...MISS DANNO ERARIALE DA 591000 EURO

 Condannata dalla Corte dei conti “per colpa grave” nella vicenda delle “consulenze d’oro”; e indagata per una brutta storia di soldi e petrolio, in cui fanno capolino gruppi mafiosi e perfino i terroristi dell’Isis.

Fece assumere a Palazzo Marino una 60ina di persone "di sua fiducia" tra cui 6 uomini d’oro entrati con “illeciti conferimenti di incarichi dirigenziali” e altri 6 ingaggiati con “non consentite nomine di addetti all’Ufficio stampa comunale".
Tutto a spese del Comune di Milano
Fortunatamente la Corte dei Conti le ha presentato il conto:
591 mila euro di danno erariale da rimborsare, un cifra che arriva a oltre 1 milione se si considerano anche i suoi 21 coimputati.
La condanna diventa definitiva, con sentenza della Corte di cassazione, nel 2019.
Le motivazioni sono pesanti: l’operato di Letizia Moratti ha avuto
“il connotato della grave colpevolezza, ravvisabile in uno scriteriato agire, improntato ad assoluto disinteresse dell’interesse pubblico alla legalità e alla economicità dell’espletamento della funzione di indirizzo politico-amministrativo spettante all’organo di vertice comunale”.
Nessuno dei nominati – appurano i magistrati – era in possesso delle competenze professionali richieste dalla legge.
Complimenti per la scelta.

lunedì 4 gennaio 2021

Riapertura scuole superiori del 7 Gennaio

 Sono queste ore frenetiche in Regione Lombardia per decidere se riaprire o meno alla didattica in presenza le scuole superiori di secondo grado dal 7 Gennaio come previsto dal Governo. Regioni come Veneto e Friuli hanno già rinviato l'apertura a Febbraio, dalla Lombardia ancora nessun segnale...

Nodo cruciale per una riapertura in sicurezza delle scuole è l'organizzazione dei trasporti in modo da non sovraffollare i mezzi proprio con la riapertura degli istituti. Ebbene, come dimostra il documento che vi mostriamo qui sotto, il gruppo di portavoce del Movimento 5 Stelle in Regione Lombardia è dal 2 Dicembre 2020 che ha chiesto audizione all'assessore Terzi per conoscere quali fossero le politiche che si intendevano portare avanti per mitigare questo problema. 

Ad oggi nessuna risposta e oramai siamo a 2 giorni dalla ripresa delle attività didattiche.



domenica 3 gennaio 2021


Segnaliamo questa trasmissione sulla trattativa Stato-mafia con nuove rivelazioni e intercettazioni. Finalmente qualcuno che cerca di fare chiarezza su questo momento della nostra storia che nasconde i legami tra la mafia e pezzi corrotti dello stato, non perdetelo!!!

 

domenica 20 dicembre 2020

Nonostante tutto...buone feste a tutti!!!

 Quel che si può dire è che sicuramente è stato l'anno più complicato del nuovo millennio e che hi si è trovato a dover prendere decisioni in questo periodo si è trovato davanti a delle scelte che si sarebbero portate dietro delle critiche a prescindere, in qualsiasi nazione. E così è stato. Fa piacere che comunque sia l'Italia sia stata, che piaccia o meno, presa ad esempio da tutte le altre nazioni del mondo, chi prima e chi dopo. Detto questo i nostri auguri per delle serene feste vanno a tutti: a chi ha perso dei cari in questo periodo e a chi ribatte che il virus non esiste, a chi si batte ogni giorno negli ospedali e a chi dice che le notizie degli ospedali oberati di lavoro sono solo fake news, a chi ha perso buona parte dei propri introiti nel 2020 e a chi invece ne ha tratto vantaggio, a chi si è riuscito a salvare grazie all'enorme sforzo economico messo in campo dal Governo e a chi invece critica anche quando i soldi arrivano davvero ai cittadini. 

Purtroppo in questi giorni saremo ancora costretti a delle limitazioni negli spostamenti: le regole fondamentali le riportiamo qui sotto.

Nel frattempo però auguriamo a tutti davvero delle feste che siano il più serene possibile!!!









domenica 8 novembre 2020

Nuove restrizioni: i 21 parametri che i governatori conoscono benissimo

 Proponiamo volentieri questo articolo apparso sul blog delle stelle!!!

Perché siamo dovuti intervenire con chiusure mirate a diversi livelli? Perché a un aumento così consistente di casi corrispondono dei rischi: le Asl non riescono ad assistere adeguatamente le persone che si ammalano, il tracciamento dei contatti diventa difficile, gli ospedali vanno sotto pressione, le terapie intensive aumentano mettendo a rischio il sistema. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che il resto delle malattie purtroppo non sono andate in vacanze e la nostra sanità deve poter garantire ai cittadini anche l’ordinario.

Cosa ha fatto il governo? Sono stati fissati dei criteri di monitoraggio e in base a quelli il ministero della Salute emanerà delle ordinanze che stabiliranno la situazione delle regioni.

L’ordinanza firmata ieri divide l’Italia in tre zone. Della zona gialla fanno parte Toscana, Lazio, Liguria, Campania, Sardegna, Abruzzo, Molise, Marche, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Basilicata, Veneto, Trentino-Alto Adige e Umbria. Della zona arancione: Puglia e Sicilia. Della zona rossa: Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle D’Aosta.
Laddove nella zona rossa ci sono le restrizioni maggiori.

Ma quali sono i criteri che portano a queste scelte?

Il monitoraggio viene fatto dai tecnici seguendo 21 indicatori suddivisi in tre aree:
– indicatori di processo sulla capacità di monitoraggio.
– indicatori di processo sulla capacità di accertamento diagnostico, indagine e gestione dei contatti.
-indicatori di risultato relativi a stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitari.

Ed eccoli di seguito.

Indicatori di processo sulla capacità di monitoraggio:

1. Numero di casi sintomatici;
2. Numero di casi ricoverati;
3. Numero di casi in terapia intensiva;
4. Numero di casi in isolamento domiciliare;
5. Numero di checklist somministrate settimanalmente a strutture residenziali sociosanitarie;
6. Numero di strutture residenziali sociosanitarie rispondenti alla checklist settimanalmente con almeno una criticità riscontrata;

Indicatori di processo sulla capacità di accertamento diagnostico, indagine e di gestione dei contatti:

7. Percentuale di tamponi positivi;
8. Tempo tra data inizio sintomi e data diagnosi;
9. Tempo tra data inizio sintomi e data di isolamento;
10. Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate al contact tracing;
11. Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate al prelievo e al monitoraggio di contatti stretti e delle persone in isolamento;
12. Numero di casi confermati di infezione nella regione per cui sia stata effettuata una regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti/totale di nuovi casi di infezione confermati;

Indicatori di risultato relativi a stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitari:

13. Numero di casi riportati alla Protezione civile negli ultimi 14 giorni;
14. Rt;
15. Numero di casi riportati alla sorveglianza sentinella Covid-Net per settimana;
16. Numero di casi per data diagnosi e per data inizio sintomi riportati alla sorveglianza integrata Covid-19 per giorno;
17. Numero di focolai di trasmissione;
18. Numero di nuovi casi di infezione confermata, non associati a catene di trasmissioni note;
19. Numero di accessi al pronto soccorso con sintomi riconducibili al Covid;
20. Tasso di occupazione dei posti letto totali di terapia intensiva per pazienti Covid;
21. Tasso di occupazione dei posti letto totali di Area Medica per pazienti Covid.

Tutti questi indicatori, insieme, permettono di avere una panoramica tecnica su quanto sta avvenendo nel nostro Paese.
Sono dati oggettivi, non sono scelte arbitrarie prese per simpatia o antipatia. Sono parametri che servono a tutelare la salute dei cittadini.

E sono contenuti in un decreto ministeriale di fine aprile scorso: sei mesi fa. Un decreto di cui i governatori regionali sono perfettamente a conoscenza. Perché sono le Regioni stesse a comunicare i dati al governo centrale. Gli stessi governatori che non si sono voluti assumere responsabilità e ora si lamentano delle chiusure.

La domanda nasce spontanea: non conoscono la Regione che amministrano?

Anziché attaccare il governo pensassero a cosa hanno fatto, spieghino ai cittadini come mai le loro Regioni sono in zona rossa. Spieghino come mai non hanno organizzato il sistema sanitario regionale e il trasporto pubblico locale.

Prima di attaccare il governo – che sta prendendo decisioni di responsabilità al loro posto – pensino a ciò che non hanno fatto nonostante avessero i fondi.

Questo governo prende decisioni sulla base di dati empirici e scientifici e le Regioni che finiscono nella zona rossa sono territori che hanno bisogno di stringere le maglie per un periodo per calmierare la situazione, non territori che vengono puniti.

Allora poniamo noi qualche domanda.

I governatori che si lamentano non sanno cosa avviene nel loro territorio? Dovrebbero saperlo.

Non conoscono la situazione dei loro ospedali? Dovrebbero conoscerla.

Non hanno polso della situazione dei loro trasporti locali? Dovrebbero averlo.

Non sono in grado di capire i rischi che stanno correndo i cittadini che governano? Dovrebbero esserlo.

L’Italia andrà più veloce nella lotta al Covid-19 se ognuno adotterà la marcia migliore in base alla propria situazione. E non è possibile che chi si ritrova a dover accelerare non sappia nemmeno il perché.